La Riforma nel Marchesato di Saluzzo: casi studio in val Maira e val Grana (XVI secolo):Paragrafo Descrizione oggetto

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La Riforma nel Marchesato di Saluzzo: casi studio in val Maira e val Grana (XVI secolo):Paragrafo Descrizione oggetto
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Anche in Val Grana le istanze eterodosse sono convintamente sostenute da una classe dirigente affascinata dalle idee ugonotte che transitavano attraverso le Alpi. A Caraglio i protestanti godono dell’appoggio di esponenti del ceto feudale come Giovanni Battista Solaro, mentre Massimiliano Saluzzo protegge l’attività di proselitismo di Domenico Baronio. Nominato verso la metà del XVI secolo parroco di Valgrana, il sacerdote fiorentino si era convertito al protestantesimo e incentivava ad abbracciare una condotta di tipo nicodemita. Sia tramite la predicazione, sia attraverso missive e trattati esortava i fedeli a non esporsi alle persecuzioni, continuando a partecipare alle cerimonie di rito cattolico, pur coltivando il proprio credo in segreto. L’appoggio delle élite, unito all’assenteismo dei vescovi di Saluzzo, favorisce il consolidarsi delle comunità riformate, tanto che, nel 1559, i protestanti di Caraglio richiedono l’invio di un pastore per sovrintendere al culto.
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