Il rinnovo settecentesco della chiesa di San Giovanni Battista a Caraglio: attori e committenze:Paragrafo Contesto
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Il rinnovo settecentesco della chiesa di San Giovanni Battista a Caraglio: attori e committenze:Paragrafo Contesto
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In questo contesto segnato dai cantieri, il borgo di Caraglio è certamente uno dei poli più vivaci. Alla popolazione in crescita – nel 1751 si raggiungono i 3600 abitanti – si assomma l’ascesa di nuove famiglie e di nuove congregazioni. Questi attori si trasformano in munifici committenti, in grado di incidere profondamente sull’aspetto degli edifici ecclesiastici della zona ed in particolare sulla chiesa di San Giovanni Battista. La struttura – già riedificata nel Seicento – nel corso del XVIII secolo è oggetto di una serie di interventi di ampliamento, che portano dapprima al rinnovo del coro – sotto la direzione dell’architetto Francesco Gallo (1723-1724) – e poi, verso la metà della Settecento, all’erezione del portico in facciata e all’aggiunta di due cappelle. Intitolati alla Madonna del Suffragio e alla Vergine Annunziata, i nuovi sacelli ospitano due confraternite destinate ad animare sia con la propria azione pastorale sia con le proprie committenze la vita del luogo di culto. Insieme a loro, sono diversi i privati che, rispondendo alle prescrizioni emanate durante la sua visita da monsignor Francesco Giuseppe Arborio di Gattinara (1732), prendono in carico la decorazione degli altari laterali.